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      La reazione quasi unanime della città contraria ad una ipotesi di divieto per manifestazioni politiche e religiose al di fuori delle campagne elettorali in Piazza Matteotti ha ottenuto il suo effetto.

     Piazza Matteotti è patrimonio della comunità modicana e la sua utilizzazione, al di fuori di casi limitati, straordinari e fortemente motivati, non può essere inibita allo svolgimento di iniziative politiche, religiose, sindacali, sociali, democraticamente richieste e nel rispetto delle leggi.

    In merito alla dichiarazione del Sindaco, come riportata nel sito istituzionale del Comune, nella quale si accenna a futuri interventi sull’utilizzo di piazze e luoghi ribadiamo che l’uso di Piazza Matteotti, per quello che rappresenta per la città, deve ritenersi al di fuori della disponibilità dell’Amministrazione Comunale; l’Amministrazione può benissimo, ed è nel suo diritto, ampliare la possibilità di utilizzazione di spazi appositamente attrezzati da valorizzare, ma non deve tradursi in provvedimenti che possano limitare l’uso di piazze, come Piazza Matteotti, che rappresentano luoghi simbolo di una città.

        Da tempo immemorabile Piazza Matteotti rappresenta per i cittadini di Modica il sito più  importante e significativo per lo svolgimento di manifestazioni politiche, religiose, sindacali e sociali e che per la posizione centrale e l’ampiezza della stessa ne fanno di essa uno spazio unico di democrazia e di partecipazione popolare; in tutto il mondo la piazza, intesa come luogo dove si svolgono comunemente le più rilevanti attività politiche, sindacali, sociali aperte a tutti i cittadini, come altri luoghi e monumenti di una città, contribuisce, per storia e tradizione, assieme ad altri elementi, alla definizione della identità di una comunità.

       Modica, 2.12.2013

Vito D’Antona

       Il sottoscritto D’Antona Vito, Consigliere Comunale di Sinistra, Ecologia e Libertà,

 –          Tenuto presente che in un documento, pubblicato su organi di informazione, il Movimento Cinque Stelle di Modica comunica che è stato negato senza alcuna motivazione formale da parte del Comune di Modica l’uso di Piazza Matteotti per lo svolgimento di alcune iniziative politiche;

–          Vista la dichiarazione rilasciata alla stampa in data odierna dal Sindaco di Modica nella quale si afferma che “… Piazza Matteotti, tranne per i periodi di campagna elettorale, sarà vietata per qualsiasi manifestazione a carattere politico-religioso. .. ”;

–          Ritenuto che la superiore decisione risulta inspiegabile, grave e senza precedenti, atteso che da tempo immemorabile Piazza Matteotti rappresenta per i cittadini di Modica il luogo simbolo delle manifestazioni politiche, sindacali e sociali e che per la posizione centrale e l’ampiezza della stessa ne fanno di essa uno spazio unico di democrazia e di partecipazione popolare;

–          Rilevato, inoltre, che in tutto il mondo la piazza, intesa come luogo dove si svolgono comunemente le più rilevanti attività politiche, sindacali, sociali aperte a tutti i cittadini, come altri luoghi e monumenti di una città, contribuisce, per storia e tradizione, assieme ad altri elementi, alla definizione della identità di una comunità, la cui inibizione, se confermata, rappresenterebbe una lacerazione del tessuto democratico;

–          Ritenuto, ancora, che proprio per queste caratteristiche il tradizionale e ultradecennale uso della piazza per manifestazioni politiche, sindacali e sociali, sempre pacifiche e regolarmente autorizzate, non può essere considerata nella disponibilità di una decisione burocratica ed immotivata di una amministrazione;

–          Preso atto che non risulta che le iniziative e le manifestazioni che si sono svolte nella piazza in tutti questi anni, per ultimo i dibattiti e i comizi dell’ultima campagna elettorale, abbiano mai determinato atti di violenza né creato disagi ai cittadini o intralcio alla viabilità, al punto da vietarne l’uso, anzi, come è noto, hanno arricchito la partecipazione popolare;

                                                                chiede

 –          all’Amministrazione Comunale di revocare con effetto immediato l’eventuale provvedimento amministrativo adottato che limita l’uso di Piazza Matteotti;

–          di ripristinare la concessione dell’uso di Piazza Matteotti, come tradizionalmente e storicamente è stato fatto da tutte le precedenti amministrazioni, in presenza di legittime richieste per manifestazioni democratiche e pacifiche di qualunque tipo;

–          che la presente venga discussa alla prossima riunione del Consiglio Comunale.

             Modica, 1.12.2013

Vito D’Antona

il tesoriere Gianfranco Motta, il garante Massimo Fundarò, la coordinatrice Resi Iurato e il presidente Salvatore GarofaloLa Federazione di Ragusa di Sinistra Ecologia Libertà ha una nuova coordinatrice: si tratta di Resi Iurato che succede ad Enzo Cilia. Presidente del partito è stato eletto Salvatore Garofalo, mentre Gianfranco Motta sarà il tesoriere.

 Resi, 50 anni, di professione logopedista, lavora presso l’ospedale di Scicli ma  vive a Donnalucata. Sposata, ha due figlie. Da tanti anni è impegnata nel mondo dell’associazionismo.  Le esperienze più importanti, che hanno lasciato una traccia dentro, sono state quella con  Pax Christy e l’illuminante guida di Don Tonino Bello, l’incontro con Rita Borsellino e la candidatura in Un’Altra Storia alla Elezioni regionali nella lista a suo sostegno e l’impegno intenso dal 2008 nella LAV, associazione animalista. Da  due anni è iscritta a Sel, con la consapevolezza di essere al posto giusto e di voler contribuire a ridare alla Politica quell’Anima che sembra aver perso strada facendo!

 Un congresso entusiasmante, ricco di contenuti, che si è svolto sabato 30 novembre a Ragusa. Il dibattito ha visto l’intervento di parecchi iscritti e degli ospiti che hanno partecipato alla prima parte dei lavori. Ad introdurre i lavori è stato il coordinatore uscente, Enzo Cilia, che ha lanciato la proposta di rinnovamento che è stata accolta da tutta la federazione provinciale e che si è concretizzata nella elezione di Resi Iurato. Subito dopo ci sono stati gli interventi degli ospiti che hanno voluto dare il proprio contributo. Durante la discussione sono stati approvati anche tre emendamenti al documento nazionale in tema di alleanze politiche, contenuti programmatici e di pace e contrasto  alle spese militari sostenute dal nostro Paese. A chiudere i lavori è stato il garante nazionale Massimo Fundarò, già vicesindaco di Alcamo e componente della direzione nazionale di Sel.

 Ecco le parole della neo coordinatrice.

 “Sinistra per me vuol dire guardare il mondo a 360 gradi per dare voce agli ultimi.

A chi ha smesso di cercare lavoro o non lo trova più e vive per quel pane quotidiano che sarebbe un suo diritto, a chi si sente diverso e non lo è, e a volte naufraga per quella ostilità che lo circonda. Guardare alle donne che subiscono ogni tipo di violenza, che non vedono riconosciuta la fatica del vivere quotidiano, che camminano spesso in totale solitudine, ai bambini a cui è negata l’innocenza dell’infanzia e ti raccontano con gli occhi il desiderio di una casa che li protegga. Pensare ai malati che vagano alla ricerca di servizi mal organizzati, costretti spesso a partire per inseguire la speranza di salute. Guardare ai migranti, macchie nere che colorano le nostre strade, che pedalano al buio, che incutono timore perché odorano di diverso, perché ancora hanno le ciabatte ai piedi. Agli ultimi degli ultimi, i “bastardi” che abitano le nostre strade, cani e gatti randagi, animali maltrattati, incatenati, ingabbiati, vivisezionati, il loro dolore allieta le nostre tavole e condanna alla fame gli ultimi della terra e poi lei, la nostra madre terra, che subisce la follia quotidiana del piccolo uomo che pensa di dominarla. Sono di sinistra, la terra è la casa che voglio custodire e abitare, la libertà è la speranza che lavorando insieme un giorno tutti vedranno riconosciuti i loro diritti”.

 Dopo le fasi di dibattito, la platea congressuale ha proceduto ad eleggere gli organismi e i delegati per il congresso regionale e per il congresso nazionale. Dell’assemblea provinciale faranno parte 34 componenti in rappresentanza di tutti i circoli. 9 saranno i delegati regionali e 3 i delegati nazionali.

 Ragusa,

1-12-2013

congresso rg 30 novembre

Vittoria 16 novembre 2013, ore 16 via Garibaldi 101

1472771_497385977026533_464050963_nIn vista dell’imminente congresso provinciale di Sinistra Ecologia Libertà che si svolgerà il 30 novembre a Ragusa, sabato 16 novembre si terrà a Vittoria un’assemblea aperta durante la quale verranno illustrati agli iscritti, ai simpatizzanti e alla stampa i punti nevralgici dei documenti congressuali.

Introdurrà Enzo Cilia,  coordinatore provinciale Sel Ragusa;

 A Gianluca Floridia, Presidente del Consiglio comunale di Pozzallo, sarà affidato il compito di illustrare il documento congressuale nazionale;

Arturo Trobia, componente del coordinamento cittadino di Vittoria, illustrerà gli emendamenti al documento congressuale nazionale.

 Subito dopo seguiranno il dibattito e le comunicazioni della Commissione provinciale per il congresso sulle modalità di svolgimento del Congresso di giorno 30 novembre, fissato per le ore 16 presso il centro studi “Feliciano Rossitto” a Ragusa.

 Le testate giornaliste sono invitate a partecipare

La commissione provinciale per il Congresso

Un commissario dalla Regione per la variante al P.R.G.?  Ce lo chiediamo e lo chiediamo all’Amministrazione comunale che dopo le sonore batoste ricevute in Consiglio comunale ha pensato bene di far approvare questo importantissimo e fondamentale atto da un funzionario che arriverà da Palermo.

 Dopo aver sbandierato ai quattro venti la volontà di concertazione e di confronto con le forze politiche, sociali e produttive, l’amministrazione ha alzato bandiera bianca e rifiuta il confronto. Ne è prova la mancata convocazione di un incontro che avevamo chiesto per un confronto con i responsabili della variante del piano regolatore.  In data 30 ottobre 2013, infatti, i consiglieri di opposizione avevano chiesto alla Presidenza del Consiglio di organizzare un incontro con l’ingegnere Erbicella, progettista della variante al PRG, e con il dirigente arch. Cosentino per discutere di questioni inerenti alla Variante del Piano regolatore della Città di Vittoria, entro la data del 6 novembre 2013. Ma ad oggi non c’è stata alcuna risposta.

 Ricordiamo che la variante è stata respinta già una volta dal Consiglio comunale per essere ridiscussa in commissione Assetto e Territorio. Discussione che è stata ancora una volta negata.  Una schema che, lo ribadiamo, non rispecchia le direttive del Consiglio comunale del 2008 e che a distanza di oltre un anno rimane uguale a sé stesso.  Come Sinistra Ecologia Libertà abbiamo ritenuto spropositato il consumo di suolo previsto dallo schema di variante, così come anche la previsione di aumento di popolazione nei prossimi anni. Già nel maggio scorso e ancor prima quando eravamo in Giunta avevamo chiesto una revisione del piano di variante nella direzione opposta a quella intrapresa dagli attuali amministratori: puntare al centro storico e non all’espansione delle periferie, puntare ad uno sviluppo urbanistico sostenibile e non sulla cementificazione selvaggia. Inoltre, già allora era arrivata la prima diffida dalla Regione Siciliana e oggi a sei mesi di distanza il pericolo si ripresenta.

 Infine, bisogna tener conto della situazione che concerne i vincoli scaduti per cui già decine di cittadini stanno ricorrendo per avere le aree libere od espropriate ed alcuni hanno già vinto le cause.  L’urgenza della variante è determinata anche da questo seppur i “nostri” amministratori sperano di farla approvare da un commissario mandato dall’amico Crocetta ed espropriare così la città e le sue istituzioni dal prendere questa decisione.

 Insomma, “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…” Non vogliamo assolutamente pensare che la variante del Prg possa essere approvata d’imperio senza la giusta e necessaria condivisione. Se ciò dovesse accadere l’Amministrazione e i consiglieri che la sostengono si prenderanno una grossa responsabilità dando l’ennesimo “schiaffo” alla Città di Vittoria

Vittoria,12-11-2013

La segreteria di Sel Vittoria

Il gruppo consiliare di Sel Vittoria

Una nota ufficiale urgente all’assessore regionale competente con la quale chiedere una approfondita verifica sul profilo di legittimità del finanziamento per la costruzione delle 26 villette e delle opere di urbanizzazione ad esse collegate inserite nel Piano integrato di riqualificazione urbana presentato da privati in territorio di Pozzallo.

 È stato questo l’impegno politico assunto dal parlamentare e coordinatore di Sinistra Ecologia Libertà siciliana on. Erasmo Palazzotto a conclusione della conferenza stampa svoltasi nella sede di Sel, in via Napoli a Pozzallo.

 Altresì il parlamentare non si è sottratto ad esprimere un giudizio politico sull’intera vicenda legata al Piano Integrato. Non solo sul merito del progetto, definito senza criteri e in diversi punti viziato da palesi anomalie, ma anche sui risvolti politici che hanno portato alla crisi della Giunta, con l’estromissione di Sel dall’Amministrazione e la conseguente perdita della maggioranza in seno al CC da parte della coalizione che si era affermata alle scorse elezioni amministrative.

 A Pozzallo, e il P.I. ne è una palese dimostrazione, non è cambiato nulla, ha dischiarato Palazzotto.

La Giunta Luigi Ammatuna ha fallito perché, nonostante gli impegni assunti con i cittadini in campagna elettorale, ha operato sulla strada del continuismo e non in rottura col passato. Noi come Sel siamo stati coraggiosi e coerenti, coraggiosi perché studiando le carte abbiamo scoperchiato la pentola dell’affaire e coerenti perché, invece di restare attaccati alle poltrone, abbiamo inteso rispettare il patto programmatico con i cittadini che ci avevano premiati per cambiare le cose e non per essere subalterni a un’idea di vecchia politica”.

 E a fronte del rischio della perdita del finanziamento per colpa della ditta e dell’ottusità di chi difende ancora un progetto che non sta assolutamente in piedi, l’on. Palazzotto si è detto convinto che non può essere la città di Pozzallo a pagare per tutti, “nel senso che – ha chiarito – se all’assessorato capiranno che è possibile risparmiare quel finanziamento promesso ai privati per opere assolutamente non pubbliche, si potranno reperire somme per Pozzallo per vere opere di riqualificazione urbana dove veramente ce ne è di bisogno”.

 I lavori della conferenza stampa erano stati introdotti da Giovanni Colombo che nella sua qualità di assessore ai LLPP ha avuto l’onere “non solo di studiare e approfondire le carte di un progetto – ha specificato – che presentava vizi e irregolarità evidenti a tutti” ma di operare in un primo momento a modificare in positivo il progetto, a riprova dell’atteggiamento non pregiudiziale di SEL rispetto al progetto stesso, e poi a constatarne l’assoluta improponibilità dello stesso in quanto mancante di documentazione, prima fra tutte quella della disponibilità dell’area da parte dei presentatori del progetto”.

Tra l’altro, ha stigmatizzato il fatto che solo ora, a distanza di un anno e mezzo dall’avvio dell’ier amministrativo, i tecnici si sono accorti che una rotatoria prevista in progetto era già stata realizzata da un’altra lottizzazione e che opere di canalizzazione di acque piovane si possono realizzare in sinergia con lottizzazioni adiacenti. “ Ciò ha portato, ha concluso Colombo, a una economicità dei costi pari a 156 mila euro che senza la battaglia di Sel non sarebbero emersi”.

 E proprio nel merito tecnico-giuridico ha improntato il suo discorso politico Rosa Galazzo – presenti anche i consiglieri Duri e Baglieri – la quale, nella qualità di capogruppo consiliare, ha portato avanti la battaglia istituzionale in seno al Civico consesso.

Infatti ha puntigliosamente ricostruito le varie tappe dell’iter amministrativo, dalla famosa delibera di modifica e conferma del dicembre 2012 all’azzeramento della Giunta e della estromissione di Sel dalla stessa, ai continui rinvii chiesti dall’ex maggioranza divenuta minoranza in CC, alla non volontà – “ forse per timore?, si è chiesta – di portare a quasi un anno di distanza in CC la discussione per il definitivo giudizio sul progetto.

Le irregolarità sulle procedure di esproprio, così come le costruzioni previste che non hanno nulla di popolare, la variante urbanistica necessaria e tra l’altro nella fase del redigendo Piano Regolatore Generale, la mancanza di servizi di riqualificazione urbana – ha ribadito la Galazzo – ci hanno portato a credere  che tutto l’impianto progettuale non stava in piedi e che pertanto il progetto stesso era ed è da bocciare e non da promuovere, come invece si ostinano ancora coloro i quali, essi sì, mantengono un atteggiamento acritico e accondiscendente verso un’opera che riguarda un’azione speculativa di privati e men che mai agisce in direzione del bene comune”.

 Alla conferenza stampa ha partecipato l’arch. Marcello Vindigni che è intervenuto, planimetrie e carte alla mano, documentando come sui tre quesiti su cui era stato chiamato ad esprimersi in qualità di esperto a titolo gratuito nominato dall’assessore Colombo – e cioè quale area era interessata all’intervento, le opere di urbanizzazione previste, i criteri di assegnazione degli alloggi – permangono  numerose e palesi discrepanze tra il Bando, il progetto e le finalità dell’opera che riguarda 26 villette e ben  7 milioni e 300 mila euro di investimento, tra fondi pubblici regionali, fondi dei privati e fondi a carico del bilancio del comune di Pozzallo.

“Se si intende avviare una vera azione di riqualificazione, ha concluso, si intervenga nell’area degli insediamenti abitativi di piazzale Italia che necessitano di interventi di messa in sicurezza e di ristrutturazione e non già in un’area exreaurbana dove la variante moltiplica per quattro l’indice di fabbricabilità e dove le villette previste in progetto tutt’altro potranno dirsi popolari con un canone d’affitto mensile di circa 700 – 800 euro che nessun nucleo familiare, men che mai quello indigente o popolare, potrà mai pensare di permettersi”.

 Il gruppo consiliare SEL – insieme a consiglieri indipendenti che hanno lasciato il PSI troppo arrendevole rispetto a questo progetto che andava e va bocciato – risulta compatto e al completo a sostegno di una posizione politica che in tutta questa vicenda segna indubbiamente un passaggio chiaro, che in tutte le sedi sarà ribadito alla città, tra chi annunciava cambiamenti sostanziali in campagna elettorale e alla fine si è rivelato in continuità con il peggiore passato di Pozzallo aderendo al “partito trasversale del cemento”!

Pozzallo 2 novembre 2013